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dal 13 agosto, 2012
al 15 agosto, 2012
SI RICERCANO 30 COLLABORATORI PER L'EVENTO DI FERRAGOSTO AD OSTIA PER INFO CONTATTARE GLI UFFICI DELLA PROLOCO ...
IL RINASCIMENTO
Le invasioni barbariche e le successive epidemie e carestie costrinsero gli abitanti di Ostia ad abbandonare la città e a rifugiarsi attorno alle basiliche sorte fuori le mura, addensandosi in particolare nei pressi di quelle di S. Aurea, di Pianabella e di S. Ercolano.
La popolazione radunatasi attorno alla Basilica di S. Aurea formò un agglomerato che ritornò
a costituire, così come lo era stata Ostia alle origini, la prima difesa di Roma a un eventuale attacco proveniente dal mare.
Nel IX secolo, infatti, le incursioni dei pirati saraceni sulle coste italiane erano divenute sempre più frequenti, tanto da minacciare la stessa Roma.
Per scongiurare il pericolo il pontefice Gregorio IV (827-844) fece erigere delle mura a difesa della popolazione, denominando il piccolo borgo che si venne a creare: Gregoriopoli.
Tuttavia le mura non riuscirono a proteggere la costa romana, sulla quale approdarono nell'846 gli stessi Saraceni che, dopo aver occupato Ostia e Porto, saccheggiarono l'Urbe.
Tre anni dopo, nell'849, la flotta saracena minacciò un nuovo attacco alla costa laziale, per cui il pontefice Leone IV (847-855) organizzò un'alleanza con le città di Amalfi , Gaeta e Napoli e schierò la flotta alla foce del Tevere. La battaglia che seguì fu vinta dalle navi cristiane e la vittoria, celebrata da Raffaello nelle Stanze all'interno dei Musei Vaticani, mise fine alle incursioni saracene sulla costa romana.
Per diversi secoli il borgo non subì ulteriori attacchi e ciò permise lo sviluppo di un vero centro abitato dove fiorirono diverse attività commerciali, portuali e agricole. Questo periodo di
pace ebbe fine nel 1167, allorchè la città di Pisa, alleata con l'imperatore Federico Barbarossa contro il pontefice Alessandro III, sbarcò con la sua flotta sul litorale e saccheggiò il borgo
e la città antica, spogliandola dei marmi che furono utilizzati per la costruzione del suo duomo.
Da questo momento in poi Ostia divenne la principale sede delle contese che riguardavano Roma; papi, imperatori e rispettivi alleati la considerarono una tappa fondamentale per conquistare il potere
nell'Urbe.
Per questo dal 1253 il borgo, per volere del podestà Brancaleone degli Andalò, passò sotto la giurisdizione del Comune di Roma.
Solo lo sbarco del re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone,
diretto in Terra Santa per combattere la terza crociata nel 1190, non ebbe conseguenze nefaste sulla città. Nel 1267, infatti, le truppe di Riccardo Annibaldi, alleato col re di Sicilia Manfredi,
in guerra con Urbano IV, occuparono nuovamente il borgo, mentre nel 1327 furono i genovesi, alleati a Roberto d'Angiò e al papa in esilio ad Avignone, a dare alle fiamme Ostia allora alleata del
l'imperatore.
L'anno successivo lo stesso Roberto d'Angiò saccheggiò il borgo, mentre nel 1408 e nel 1413 fu la volta del re di Napoli, Ladislao, alleato al re di Francia, in lotta con Paolo Orsini che allora
controllava Roma.
Per evitare ulteriori attacchi il pontefice Martino V (1417-1431) fece ricostruire sulla sponda sinistra del Tevere Tor Boacciana, già usata come fortificazione nel IX secolo, e fece erigere un'altra torre a protezione del borgo di Gregoriopoli; la torre fu successivamente incorporata nel castello voluto dal cardinale francese Guglielmo d'Estouteville (1461-1483) allora vescovo di Ostia. Il borgo, infatti, nonostante avesse subito numerosi attacchi e saccheggi, aveva sviluppato una florida economia, cosicchè il cardinale decise la ristrutturazione degli edifici esistenti e la costruzione del castello, affi dando la direzione dei lavori al famoso architetto Baccio Pontelli.
Morto d'Estouteville, i lavori furono proseguiti dal suo successore, il cardinale Della Rovere, futuro papa Giulio II (1503-1513).
Il castello ebbe un ruolo fondamentale nella contesa tra lo stesso cardinale e il pontefice Alessandro VI Borgia (1492-1503), suo acerrimo nemico. Il
cardinale, che dimorava nella rocca, oppose una strenua resistenza alle guardie del Papa che volevano arrestarlo, fino a che il pontefice, aiutato dal doge di Venezia e dal re di Spagna, conquistò
la rocca e costrinse all'esilio in Francia il cardinale. Morto Alessandro VI, il conflitto ebbe a ripetersi tra suo figlio, Cesare, e il cardinale Della Rovere ormai divenuto Papa; ad avere la peggio
fu l'erede del pontefice che fu sconfitto e imprigionato nella rocca di Ostia.
L'ultima invasione subita dal borgo ebbe luogo nel 1556, quando le truppe del Duca d'Alba sconfissero le milizie del cardinale Carafa che dovettero ritirarsi all'interno del castello.
Alle invasioni e ai ripetuti scontri sul suo territorio seguì per Ostia un triste avvenimento, questa volta provocato dalla natura; il 14 settembre 1557, dopo fitte piogge, le acque del Tevere strariparono e il fiume, ritirandosi, cambiò il suo corso allontanandosi da Ostia di circa un chilometro, tanto che il borgo e il suo castello persero la funzione difensiva per cui erano stati costruiti. Questo comportò anche la fine delle attività economiche di Ostia, cosicchè il Papa Pio IV (1559-1565) fu costretto a trasferire la base dei traffici marittimi presso Tor Boacciana, successivamente sostituita nella sua funzione da Tor San Michele per volere di Pio V (1566-1572).
Le condizioni della campagna di Ostia, divenuta una palude lambita dalle acque del fiume morto, ossia da ciò che rimaneva dell'ansa del Tevere, provocarono la fuga dei suoi abitanti.
Per risolvere la situazione, già nel 1593, sorsero le prime idee di bonifica che però, per circa due secoli, non ebbero seguito.