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Il Tevere e i Porti



IL FIUME


“Non senza motivo gli dèi e gli uomini scelsero questo luogo per fondare la Città: colli oltremodo salubri, un fiume comodo attraverso il quale trasportare i prodotti dell’interno e ricevere i rifornimenti marittimi; un luogo vicino al mare quanto basta per sfruttarne le opportunità ma non esposto ai pericoli delle flotte straniere per l’eccessiva vicinanza al centro dell’Italia, adattissimo per l’incremento della città; la stessa grandezza di quest’ultima ne è la prova.”

Così scriveva lo storico Tito Livio, consapevole insieme ai suoi concittadini dell’importanza del Tevere per lo sviluppo della città eterna.

Il fiume nasce sulle pendici del monte Fumaiolo e dopo aver attraversato la Toscana, l’Umbria e il Lazio, sfocia nei pressi di Ostia nel Mar Tirreno.

Anticamente era chiamato Albula a causa del suo colore chiaro, per poi trasformarsi in Tevere, secondo la leggenda che vuole che il re latino Tiberino annegò nelle sue acque.

I romani si resero inmediatamente conto dell’importanza di impadronirsi del suo corso e soprattutto della sua foce.

Secondo la tradizione fu il re Anco Marzio a dare a Roma la possibilità di affacciarsi sul mare, fondando la colonia di Ostia, che divenne il naturale porto dell’Urbe.



LE GITE SUL TEVERE


Un’interessante navigazione fluviale che offre l’opportunità di poter osservare direttamente la realtà ambientale, naturalistica e faunistica che ancora sopravvive lungo il Tevere e nel suo delta.

Negli ultimi anni, infatti, il fiume Tevere ha recuperato il suo fascino e grazie alla depurazione degli scarichi urbani, le sue acque e le sue rive sono tornate a popolarsi di una grande varietà di flora e fauna.

Da segnalare il ritorno delle arborelle, delle scardole, carpe, carassi, anguille, spigole e cefali.

Sulle rive la vegetazione, ricca di pendolino, di forapaglie castagnolo e della cannaiola ospita numerosi uccelli, tra i quali l’airone cinerino, la garzetta, la nitticora, il martin pescatore, il beccaccino e il cavaliere d’Italia, mentre nei mesi invernali è possibile avvistare i cormorani.

Nei pascoli, invece, vi sono volpi, donnole, istrici, faine, oche selvaticche e gru.

Con la motobarca è possibile non solo risalire la foce del fiume, ma effettuare anche le visite guidate agli Scavi di Ostia Antica, al Porto di Traiano e alla Necropoli di Isola Sacra.



GLI ANTICHI PORTI


Il dominio di Roma sul Mediterraneo, comportando un incremento dei traffici marittimi, fece avvertire la necessità di costruire un grande porto che accogliesse le navi provenienti da tutti i territori appartenenti all’impero per l’approviggionamento della città.

I primi a rendersi conto dell’esigenza di dotare la foce del Tevere di un porto più capiente furono Cesare e Augusto, che non ebbero il tempo di realizzare il loro progetto, portato a termine in seguito dall’imperatore Claudio.

Il Portus Augusti, così chiamato al momento dell’inaugurazione da Nerone nel 54 d.C., disponeva di un faro altissimo, realizzato creando una base d’appoggio costituita dalla famosa nave di Caligola che vi aveva trasportato un obelisco dall’Egitto a Roma (oggi si trova in Piazza S.Pietro), affondata caricandola di calce e marmi fino a creare una sorta di isola.

Il Portus Augusti ebbe vita breve a causa dell’eccessiva vicinanza del Tevere che ne provocò l’insabbiamento e la chiusura.

Circa cinquanta anni dopo, l’imperatore Traiano decise di restaurare e completare l’opera di Claudio, aggiungendo un porto più riparato all’interno. Il nuovo bacino perfettamente esagonale e ampio 32 ettari, inaugurato nel 113, risultò un capolavoro dell’ingegneria antica.

La geografia stessa della regione cambiò aspetto, il Tevere e la Fossa Traianea (l’odierno canale di Fiumicino) delimitarono un’isola artificiale che molto più tardi si sarebbe chiamata Isola Sacra.

Durante l’età di Traiano fu costruito anche il faro di Ostia sul lato sinistro della foce, dove oggi si eleva la medievale Tor Boacciana che ne ha riutilizzato le fondazioni.

Successivamente, a causa delle invasioni barbariche e dell’incuria dei sovrani di Costantinopoli sotto la cui giurisdizione era passato il porto, questi cessò le sue attività commerciali e furono abbandonati i centri abitati a esso limitrofi.



IL PORTO TURISTICO DI ROMA


Dopo la caduta nell’oblio, Ostia ritornò a far parlare di sè e con essa il Tevere e i suoi porti.

Dopo la rinascita della città, Paolo Orlando pensò alla costruzione di un nuovo porto che ricongiungesse il litorale a Roma anche attraverso una via fluviale.

Il suo sogno era quello di vedere collegata Roma al mare attraverso due porti, uno presso la foce del Tevere, l’altro all’altezza della Basilica di S.Paolo o del Gazometro, rendendo navigabile il fiume per navi di piccolo cabotaggio.

Il suo progetto fu realizzato in parte solo qualche anno fa, precisamente nel 1998, grazie alla costruzione del Porto Turistico di Roma sulla sponda sinistra del Tevere, il cui stile architettonico si ispira a quello romano.

Esso può contenere fino a mille imbarcazioni e presenta circa ottanta attività commerciali, due bar, vari ristoranti, una banca, uno yatching club, la sede della Polizia Navale e un parcheggio custodito che può ospitare fino a duemila veicoli.

Durante l’estate il porto è una delle tappe del circuito “charter”, che comprende oltre a Ostia anche la Costa Smeralda, l’Isola di Capri e l’Isola d’Elba.



IL BORGHETTO DEI PESCATORI


I primi pescatori che nel 1890 si insediarono nel canale, ad Est di Ostia, tra il mare e la pineta di Castel Fusano, erano di origine napoletana e, in un primo momento, alloggiarono in case di legno costruite sulla sabbia.

Per il loro coraggio di trasferirsi in una zona ancora non del tutto bonificata, fu donata loro una statua scolpita in marmo di Trani, raffigurante San Nicola, protettore dei pescatori, da parte della “Pia Associazione di San Nicola nella Basilica di Bari”.

Quando nel 1931 si decise di costruire il nuovo tratto di lungomare, la statua fu spostata e le baracche dei pescatori vennero demolite.

Solo per l’intervento di Margherita Sarfatti, nota scrittrice dell’epoca, si evitò il rimpatrio dei pescatori e si decise la costruzione di sei case rosse a due piani.

Attualmente la realtà del Borghetto si caratterizza per la fervida attività dei pescatori che, portando avanti le tradizioni dei loro avi, mantengono forte il legame con il mare, per loro simbolo di ricchezza e prosperità.

Pertanto non può che essere emozionante visitare il borgo, la cui vita ruota tutta ancora intorno al porticciolo, dove i pescatori ormeggiano le barche, scaricano e vendono direttamente il pesce pescato; ogni anno, infatti, verso la fine di settembre, si tiene “la Sagra della Tellina”, dove i cittadini e i turisti possono gustare i famosi spaghetti preparati ad hoc per l’occasione e altre pietanze, sempre a base di pesce fresco.

Di recente si è realizzato un intervento di sviluppo della zona, in seguito all’approvazione del progetto di riqualificazione urbanistica previstodalle istituzioni vigenti.



LA TRADIZIONE NAUTICA


Già dagli anni Trenta la zona dell’Idroscalo di Ostia era sede di importanti cantieri aeronautici (la Saiman), testimoni non solo di storiche imprese come quella di Italo Balbo del 1933, ma anche di grandi maestranze e professionalità nella costruzione di strutture lignee.

Questa tradizione costituì senz’altro un terreno fertile affinchè nel dopoguerra un gruppo di maestri d’ascia, originari di Limite sull’Arno, si trasferissero sul Litorale romano, dando origine ad una nuova tradizione nautica che ancora oggi sopravvive con successo.

Infatti, nel 1945, molte famiglie del settore della cantieristica navale, soprattutto toscoliguri, costituirono la Cooperativa Navale di Ostia e trasfusero in essa tutta la loro esperienza e maestria nautica.

Le commesse al tempo erano soprattutto militari, ma ben presto la produzione si rivolse alle imbarcazioni da diporto, tanto che ancora oggi i cantieri navali presenti realizzano prestigiose opere, ricevendo grande consenso in tutto il mondo.

I Cantieri Canados sono senz’altro i più rappresentativi in questo senso, dotati di un sito produttivo all’avanguardia.

In cinquant’anni di attività motor yachts, imbarcazioni a vela e motovedette della Capitaneria di Porto hanno preso il mare da questi cantieri che tramandano con passione e professionalità un antico quanto affascinante mestiere.



LA CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI


La parrocchia, costruita all’interno del Villaggio dei Pescatori, fu eretta dal Cardinale Vicario Ugo Poletti nel 1951 e affidata al clero diocesano di Roma.

La chiesa, che guarda il mare, deve il suo nome alla statua di S. Nicola, protettore dei pescatori, donata agli abitanti dalla ”Pia Associazione di San Nicola di Bari” , ed è ancora visibile all’interno del Villaggio.


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